2010

18/11
PROVINCIA ITALIANA/ La Basilica Palladiana. Quale contemporaneo per Vicenza?> Vicenza, Teatro Comunale, h. 18.30

con: Pippo Ciorra, curatore di architettura per il MAXXI di Roma, in conversazione con Flavio Albanese, presidente ASA studioalbanese.


www.provinciaitaliana.org
05/11
ASCOLTA CHI SCRIVE / ARTISSIMA 17 > Torino, Lingotto Fiere, h. 15.00

Per Artissima 17 Flavio Albanese sarà "guida speciale" nel corso dell'evento Ascolta chi scrive.


www.artissima.it

30/10
DA VALLE DEL CHIAMPO A GREEN VALLEY / Presentazione del progetto di sviluppo economico e sociale dl territorio > Arzignano [VI], Teatro Mattarello, h. 9.30



26/10
XVIII ORIENTAGIOVANI/ Le storie d'impresa orientano il futuro > Vicenza, Palazzo Bonin Longare, h. 9.15

Flavio Albanese parteciperà alla Tavola Rotonda organizzata da Confindustria Vicenza per la XVIII edizione di Orientagiovani



26/10
PROVINCIA ITALIANA. Federazione come mobilità. > Villanova di Camposampiero [PD], Centro Giovanni Paolo II, h. 18.30

Con Renato Chisso, assessore regionale alla mobilità, Domenico Riolfatto, assessore provinciale alla mobilità, Flavio Albanese, presidente Studio ASA, Enzo Rullani, docente universitario.
Coordina: Claudio Bertorelli, presidente Centro Studi Usine



www.provinciaitaliana.org


12/10
PROVINCIA ITALIANA/ La città comunicante. Workshop > Bassano del Grappa [VI], Palazzo Sturm- Urban Center, h. 15.00

Flavio Albanese, presidente di ASA studioalbanese, terrà un workshop dal titolo La città comunicante.


www.provinciaitaliana.org

02/09 > 19/11
PROVINCIA ITALIANA. Laboratorio per pensare il territorio > 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

Provincia Italiana è un evento collaterale alla Biennale di Architettura 2010. Prevede incontri, workshop, talk e conferenze nei luoghi di maggiore interesse delle province di Vicenza, di Venezia, di Padova e di Treviso. Un palinsesto di eventi e attività che si svolgono durante i mesi di Biennale all’interno di ville palladiane, bunker della Seconda guerra mondiale, aree industriali, fabbriche dismesse. Un laboratorio di ripensamento territoriale a partire dall’architettura che per due mesi attiva spazi ma soprattutto persone. Il progetto è ideato da CulturALI.


www.provinciaitaliana.org



05/09
COMODAMENTE Spazio Italcementi Vittorio Veneto h.16

 

Una testa sopra il tetto

Domenica 05 settembre, ore 16.00, Spazio Italcementi Vittorio Veneto

L’Architettura custodisce il peccato originale della chiusura verso il cielo, perché mettere un tetto sopra alla testa è stata l’esigenza primordiale dell’uomo. E ancora, il cielo e le nuvole sono stati i tabù che hanno portato al collasso la torre di Babele, mentre invece sono oggi il Nord nella bussola del Paesaggio costruito. Il loro processo di formazione e disfacimento può quindi rappresentare la mappa ondivaga dell’uomo contemporaneo e mai come ora l’Architettura può essere meteorologia.

con: Flavio Albanese presidente ASA Studio Albanese e Fondazione Teatro Comunale di Vicenza

 

http://www.comodamente.it/2010/wp-content/uploads/2010/07/100827_contenuti_cronologico.pdf


09/07
VITALIANO TREVISAN OSPITE DEL WORKSHOP DI PROGETTAZIONE 2010 / IUAV > Venezia, Facoltà di Architettura, Aula O1, h. 9.30



Lo scrittore Vitaliano Trevisan chiacchererà con gli studenti del Workshop THE SUBLIME VERTIGO a proposito di contraffazione semantica, manipolazione dei significati e azioni di de-offuscamento della visione.
Con una particolare attenzione al paesaggio e alle Dolomiti.

http://farworkshop.wordpress.com/?blogsub=confirming#subscribe-blog

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08/07
ANNA FERRINO OSPITE DEL WORKSHOP DI PROGETTAZIONE 2010 / IUAV > Venezia, Facoltà di Architettura, Aula O1, h. 9.30



Anna Ferrino
, AD del gruppo Ferrino, verrà a raccontare ai partecipanti del workshop SUBLIME VERTIGO condotto da Flavio Albanese come l'evoluzione delle tecnologie e dei materiali abbiano cambiato i modi di vivere la montagna e di affrontare la sfida degli elementi.

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28/06 > 17/07
WORKSHOP DI PROGETTAZIONE 2010 / IUAV > Venezia, Facoltà di Architettura




Lunedì 28 giugno 2010, presso l'Auditorium della Facoltà di Architettura di Venezia a Santa Marta, verrà presentato il workshop estivo di progettazione per l'Anno Accademico 2010.
Il workshop  si svilupperà su 30 temi proposti da altrettanti docenti.
Flavio Albanese ha proposto il tema The Sublime Vertigo.


Flavio Albanese
Tutors: Piero Corradin, Giuseppe Santonocito, Maria Pesavento

dove: Dolomiti
cosa: Osservazione del paesaggio

Premessa
Il 26 giugno 2009 le Dolomiti sono state inscritte nella Lista Unesco del Patrimonio dell’Umanità “grazie alla loro bellezza, all’unicità paesaggistica e all’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico”.
Poiché compito dell’Unesco è promuovere la protezione e la conservazione del patrimonio culturale e naturale planetario, le Dolomiti si apprestano a diventare territorio tutelato, paesaggio sacro, spazio “museale” da preservare contro le future manomissioni.
Qual’è il valore di questa preservazione? Cosa percepiamo davvero quando guardiamo un paesaggio?
Alcuni dati sulle Dolomiti: 12 comprensori sciistici, 450 impianti di risalita, 1200 km di piste, un numero imprecisato di baite, strutture ricettive e di supporto.
Le vette dolomitiche sono tra i paesaggi più antropizzati e al tempo stesso più esclusivi al mondo: il loro riconoscimento a patrimonio dell’umanità ci spinge a riconsiderare radicalmente le categorie di ambiente, paesaggio, spazio comune, architettura.

Montagna
Cosa rappresenta la montagna nell’immaginario della nostra civiltà?
Un luogo non banale, una stazione dello spirito.
Collocata come un punto esclamativo sull’orizzonte, la montagna dischiude una terra di mezzo, uno spazio inquieto. Rispetto alla vita in piano, la verticalità della montagna è discontinuità, frattura, condizione-limite dell’abitare. L’idea di misurare il limite dell’illimitato ci invita a pensare la montagna come quella dimensione utopica e poetica in cui non valgono le leggi e i parametri della vita quotidiana. In cui per esplorarla, si deve partire da zero, accettando la difficoltà delle sue condizioni.
Per questo non si può dire della montagna che è bella, se non sminuendola. Il bello infonde quiete e armonia, il bello è calma e stasi. La montagna è sempre e solo dinamica vertigine, una vertigine sublime.

Paesaggio
Il paesaggio, diceva Schelling, non ha realtà che agli occhi di chi lo guarda. È natura antropizzata, natura che esibisce i segni e le tracce dell’azione umana. Il paesaggio così definito non rimane immutabile, ma si evolve insieme ai piani estetici e alle prospettive culturali.
Non c’è equivoco più ricorrente e più banale che quello di confondere il paesaggio con l’ambiente: mentre quest’ultimo appartiene all’universo fisico, il paesaggio si inscrive invece nelle produzioni culturali. E’ un prodotto collettivo, costruito da tutti e costruito da nessuno.
La montagna non si sottrae a questa logica: esplorata, conquistata, assediata, mappata, scansionata, non c’è vetta collocata sulla crosta terrestre esente da tracce di trasformazione antropica. Non c’è cima immune dallo sguardo contemporaneo.

Metodo
“Ogni volta che stabiliamo una relazione, ogni volta che colleghiamo due termini, ci dimentichiamo di ricominciare da zero, di tornare allo zero” (J. Cage).
L’osservazione del paesaggio è una strategia di lettura dello spazio, propedeutica ad ogni attività progettuale: si diventa buoni architetti, se si è dei buoni osservatori.
Comprendere il paesaggio contemporaneo significa allora imparare ad osservarlo, adottando il lessico di una lingua nuova, da costruire di volta in volta: una sorta di meta-o ne-archeologica che definisca criteri contemporanei di raccolta e classificazione dei reperti e degli scenari.
Significa soprattutto abbandonare lo spazio neutro dello schermo del computer, ma anche l’idea di “bel paesaggio” ereditato dalle pitture inglesi dell’Ottocento, disinnescando i nostri pregiudizi, le nostre menti di architetti, i nostri schemi interpretativi.
L’osservazione del paesaggio è una pratica complessa che si esercita sul tempo e sullo spazio rinunciando all’idea di raggiungere qualcosa, per limitarsi a diventare acuti spettatori che descrivono lo spettacolo di fronte a loro.
Osservare il paesaggio delle Dolomiti diventa un esercizio della percezione, in cui si chiederà ai partecipanti di mettere tra parentesi gli apparati dell’hardware (teorie, tecniche, insegnamenti) per affidarsi alla sensibilità del software (impressioni, percezioni, emozioni, descrizioni, educazioni dello sguardo).

Rinnegando la struttura per il flusso, la forza per la fragilità, la sicurezza per l’avventura, la matematica per l’estetica, inviteremo gli studenti a riattivare l’attitudine nomade di chi vive in tenda, di chi è ramingo, di chi sa leggere e interpretare le tracce dei luoghi: l’etnologo, l’esploratore, il guerrigliero, l’eretico, l’asceta, l’imboscato.

Premessa
Il 26 giugno 2009 le Dolomiti sono state inscritte nella Lista Unesco del Patrimonio dell’Umanità “grazie alla loro bellezza, all’unicità paesaggistica e all’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico”.
Poiché compito dell’Unesco è promuovere la protezione e la conservazione del patrimonio culturale e naturale planetario, le Dolomiti si apprestano a diventare territorio tutelato, paesaggio sacro, spazio “museale” da preservare contro le future manomissioni.
Qual’è il valore di questa preservazione? Cosa percepiamo davvero quando guardiamo un paesaggio?
Alcuni dati sulle Dolomiti: 12 comprensori sciistici, 450 impianti di risalita, 1200 km di piste, un numero imprecisato di baite, strutture ricettive e di supporto.
Le vette dolomitiche sono tra i paesaggi più antropizzati e al tempo stesso più esclusivi al mondo: il loro riconoscimento a patrimonio dell’umanità ci spinge a riconsiderare radicalmente le categorie di ambiente, paesaggio, spazio comune, architettura.

Montagna
Cosa rappresenta la montagna nell’immaginario della nostra civiltà?
Un luogo non banale, una stazione dello spirito.
Collocata come un punto esclamativo sull’orizzonte, la montagna dischiude una terra di mezzo, uno spazio inquieto. Rispetto alla vita in piano, la verticalità della montagna è discontinuità, frattura, condizione-limite dell’abitare. L’idea di misurare il limite dell’illimitato ci invita a pensare la montagna come quella dimensione utopica e poetica in cui non valgono le leggi e i parametri della vita quotidiana. In cui per esplorarla, si deve partire da zero, accettando la difficoltà delle sue condizioni.
Per questo non si può dire della montagna che è bella, se non sminuendola. Il bello infonde quiete e armonia, il bello è calma e stasi. La montagna è sempre e solo dinamica vertigine, una vertigine sublime.

Paesaggio
Il paesaggio, diceva Schelling, non ha realtà che agli occhi di chi lo guarda. È natura antropizzata, natura che esibisce i segni e le tracce dell’azione umana. Il paesaggio così definito non rimane immutabile, ma si evolve insieme ai piani estetici e alle prospettive culturali.
Non c’è equivoco più ricorrente e più banale che quello di confondere il paesaggio con l’ambiente: mentre quest’ultimo appartiene all’universo fisico, il paesaggio si inscrive invece nelle produzioni culturali. E’ un prodotto collettivo, costruito da tutti e costruito da nessuno.
La montagna non si sottrae a questa logica: esplorata, conquistata, assediata, mappata, scansionata, non c’è vetta collocata sulla crosta terrestre esente da tracce di trasformazione antropica. Non c’è cima immune dallo sguardo contemporaneo.

Metodo
“Ogni volta che stabiliamo una relazione, ogni volta che colleghiamo due termini, ci dimentichiamo di ricominciare da zero, di tornare allo zero” (J. Cage).
L’osservazione del paesaggio è una strategia di lettura dello spazio, propedeutica ad ogni attività progettuale: si diventa buoni architetti, se si è dei buoni osservatori.
Comprendere il paesaggio contemporaneo significa allora imparare ad osservarlo, adottando il lessico di una lingua nuova, da costruire di volta in volta: una sorta di meta-o ne-archeologica che definisca criteri contemporanei di raccolta e classificazione dei reperti e degli scenari.
Significa soprattutto abbandonare lo spazio neutro dello schermo del computer, ma anche l’idea di “bel paesaggio” ereditato dalle pitture inglesi dell’Ottocento, disinnescando i nostri pregiudizi, le nostre menti di architetti, i nostri schemi interpretativi.
L’osservazione del paesaggio è una pratica complessa che si esercita sul tempo e sullo spazio rinunciando all’idea di raggiungere qualcosa, per limitarsi a diventare acuti spettatori che descrivono lo spettacolo di fronte a loro.
Osservare il paesaggio delle Dolomiti diventa un esercizio della percezione, in cui si chiederà ai partecipanti di mettere tra parentesi gli apparati dell’hardware (teorie, tecniche, insegnamenti) per affidarsi alla sensibilità del software (impressioni, percezioni, emozioni, descrizioni, educazioni dello sguardo).

Rinnegando la struttura per il flusso, la forza per la fragilità, la sicurezza per l’avventura, la matematica per l’estetica, inviteremo gli studenti a riattivare l’attitudine nomade di chi vive in tenda, di chi è ramingo, di chi sa leggere e interpretare le tracce dei luoghi: l’etnologo, l’esploratore, il guerrigliero, l’eretico, l’asceta, l’imboscato.


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15/06
TEATRO COMUNALE DI VICENZA > Flavio Albanese nuovo presidente della Fondazione


È Flavio Albanese il nuovo presidente della Fondazione Teatro comunale Città di Vicenza. L’annuncio è stato dato questo pomeriggio dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, in qualità di rappresentate dell’ente proprietario del teatro, e da Gianni Zonin, presidente della Banca popolare di Vicenza e presidente dell’assemblea dei soci della Fondazione.Proprio questa mattina si è infatti riunita l’assemblea – che ha peraltro riconfermato Zonin alla sua presidenza - per la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione: l’assessore alla cultura Francesca Lazzari e il direttore uscente del conservatorio “Pedrollo”, maestro Paolo Troncon, per il Comune di Vicenza, il professor Marino Breganze e Annalisa Lombardo per la Banca popolare di Vicenza, Paolo Batocchio e Danilo Preto per la Fondazione Sisa e Walter Fortuna per l’Associazione Industriali di Vicenza. A proporre all’assemblea il nome di Flavio Albanese alla presidenza del Cda è stato lo stesso sindaco Variati: “Dopo la fase della costruzione e del primo consolidamento dell’attività teatrale – ha dichiarato -, serve ora una fase di sviluppo ulteriore. Allo scopo ritengo utile una figura che non sia né istituzionale né politica, ma una figura capace di lanciare il teatro verso sfide che lo rendano innanzitutto più cuore pulsante della città. Il teatro dovrà quindi allargare il suo pubblico a quella parte di Vicenza che ancora non lo ha scoperto, dovrà entrare in rapporto con gli altri quattro teatri e realtà culturali della città e dovrà cercare ulteriori soci e sponsor per consolidare il suo ruolo a livello nazionale ed estero. Flavio Albanese è uno dei soggetti della cultura vicentina più attivi, riconosciuti e accreditati a livello internazionale, grazie alle sue competenze, conoscenze e sensibilità nell’arte, nell’architettura e nella cultura. Nel suo vastissimo curriculum di grandi esperienze professionali e artistiche, basti citare il recentissimo triennio di direzione della rivista “Domus”, che ne ha consacrato il nome a livello internazionale. E per la prima volta la città chiede a questo suo figlio illustre di accettare la sfida di un ruolo istituzionale di grande importanza”. “Mi è stato chiesto di fare un ragionamento sul teatro quale punto di passaggio tra un insieme di organismi culturali che la città ha e che vanno ricollegati tra loro per fare sistema – ha dichiarato a sua volta il neo-presidente Flavio Albanese -. La città è come una sorta di sistema arterioso, in cui è la società ad originare il sangue, il quale arriva al cuore – il teatro – e da qui deve tornare alla città riossigenato. Le suggestioni, che arrivano da chi vive la città e non da chi le impone o se le inventa, vanno sentite, accolte, metabolizzate e riconsegnate ai cittadini. Il teatro è il vero luogo di incontro e di riflessione sociale della città, è il luogo per eccellenza in cui la città si mette in gioco. Ringrazio i soci della Fondazione per aver avuto il coraggio di una scelta atipica, e spero di onorare la loro fiducia”.Il presidente dell’assemblea dei soci, Gianni Zonin, ha infine annunciato che l’assemblea ha accettato con molto piacere la proposta dello stesso sindaco Variati di dare ad Enrico Hullweck, a nome di tutta la città, un pubblico riconoscimento. “Hullweck ha una medaglia che nessuno gli potrà mai togliere – ha infatti spiegato Variati -: quella di essere stato il sindaco che ha voluto tenacemente il teatro, che lo ha fatto costruire, lo ha inaugurato e avviato. Di questo gli va dato pieno merito”.

www.comune.vicenza.it/albo/notizie.php/61229

www.tcvi.it/
26/03
MiART / EORUM VOX parola ai collezionisti > Milano, Fieramilanocity, h. 14.00




Programma De Arte Disputatio
a cura di Milovan Farronato

EORUM VOX / parola ai collezionisti

Valeria Napoleone, Flavio Albanese
Modera Milovan Farronato

Sullo statement di una collezione e sull’etica del collezionista


www.miart.it/default_i_bis.asp

03/03
VI RUN / RASSEGNA URBANISTICA NAZIONALE > Matera, Auditorium Comunale Gervasio h. 11.30






Regione Basilicata – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Ministero dello Sviluppo Economico
Convegno
La creatività come strumento per lo sviluppo del territorio

Presiede
Prof. Attilia Peano, Presidente della Commissione nazionale INU “Paesaggio”
Interventi
Catterina Seia, Comitato scientifico Arte Pollino
Flavio Albanese, Direttore Domus
Paolo Rosa, Studio Azzurro, Accademia di Brera

discussant
Vito De Filippo, Presidente della Regione Basilicata


11/02
PAESAGGIO, CAMPO D'AZIONE DELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA > Padova, Dipartimento di biologia dell'Università h. 16.30

XX CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO
“GIULIANA BALDAN ZENONI-POLITEO” - 2010
Aspetti letterari, storici, filosofici, architettonici, botanici e ambientali

I corsi del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova compiono vent’anni, per questo il XX corso 2010, coordinato da Antonella Pietrogrande, è dedicato a Giardini e paesaggi: vent’anni dopo. Nella ‘storia’ dei temi affrontati dai corsi padovani dal 1991 al 2010 si possono leggere alcune delle principali trasformazioni avvenute in questo campo negli ultimi due decenni: l’evoluzione dell’idea di giardino e paesaggio, il dibattito nato dall’emanazione delle leggi sul paesaggio, il moltiplicarsi delle esperienze locali in materia di politiche paesaggistiche e di difesa del territorio, l’irruzione della figura professionale del paesaggista, divenuta centrale nella sistemazione, riqualificazione e riuso territoriale. Di sicuro è stato dato spazio all’azione: ma qual è lo stato attuale di giardini e paesaggi? Come si sono evoluti? Che cosa si è raggiunto? Questi vent’anni hanno prodotto i risultati che ci si attendeva? Qual è ora la situazione in Italia? Leggi e Convenzione europea sul paesaggio a cosa sono servite? Potranno servire in futuro? Non è tempo di ricominciare a riflettere, di ridare all’azione nuove basi teoriche, di riformulare gli obiettivi da raggiungere? Sono queste alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta nelle lezioni padovane che toccheranno, come da tradizione, aspetti storico-filosofici, estetici, letterari, architettonici, botanici e ambientali. Tra i relatori vi sono i migliori studiosi della materia italiani e stranieri

Flavio Albanese, presidente di asa studioalbanese e direttore di domus, terrà una lezione sul tema del paesaggio come modalità di azione nel contemporaneo.

www.giardinostoricounivpadova.it/index.php?option=com_content&view=article&id=68&Itemid=65

05/02
DOMUS-VIAGGI DI ARCHITETTURA / ALTO ADIGE SUED TIROL >Bolzano, Museion



15-17/01
VIE DI FUGA> Vicenza, 15-17 gennaio

VIE DI FUGA

venerdì 15 gennaio
asa studioalbanese > contrà pusterla 12
DA QUI PARTE TUTTO. LA COMMITTENZA ALLA BASE DI TUTTO
Flavio Albanese
h. 17.30

domenica 17 gennaio
asa studioalbanese > contrà pusterla 12
DISMISSIONI CREATIVE IN CITTA', CENTRI DI RIGENERAZIONE URBANA
A cura di Goodwill> Flavio Albanese/ Francesca Lazzari/ Fiorenzo Alfieri /Pierluigi Sacco/
h. 15.00

BASILICA THINKINK TANK. LA CITTA' DA COSTRUIRE
Flavio Albanese/ Pierluigi Sacco/ Catterina Seia
h. 18.00

www.fuoribiennale.org